Certificazioni e controlli: cosa chiedere a un produttore di integratori

Certificazioni e controlli: cosa chiedere a un produttore di integratori

Sulle confezioni compaiono sigle che sembrano tutte importanti. Alcune indicano un impegno reale, altre sono obblighi di legge presentati come pregi, altre ancora non significano quasi nulla. Ecco come distinguerle.

Cosa è obbligatorio (e quindi non è un vanto)

HACCP

Il sistema di analisi dei rischi è obbligatorio per legge per qualsiasi operatore del settore alimentare nell'Unione Europea, panetteria compresa. Se un'azienda lo presenta come elemento distintivo, sta comunicando male — o sta contando sul fatto che tu non lo sappia.

Notifica al Ministero della Salute

Obbligatoria per ogni integratore venduto in Italia. È la base, non l'eccellenza. Cosa garantisce davvero: integratori notificati al Ministero della Salute.

Cosa è volontario (e quindi dice qualcosa)

GMP — Good Manufacturing Practice

Nel settore farmaceutico le GMP sono obbligatorie e cogenti. Nel settore degli integratori l'adozione di standard di produzione di tipo GMP è volontaria: implica procedure documentate, controllo dei lotti, qualifica dei fornitori e tracciabilità.

Uno stabilimento che produce anche farmaci lavora già con quel livello di procedure. È una differenza sostanziale rispetto a un impianto puramente alimentare.

ISO 22000 e ISO 9001

Certificazioni di sistema, verificate da enti terzi. Non dicono nulla sul singolo prodotto, ma dicono qualcosa sull'organizzazione che lo produce.

Analisi di lotto

È la voce che più riguarda ciò che hai in mano. Su ciascun lotto si possono verificare: metalli pesanti, contaminanti microbiologici, pesticidi, identità botanica della pianta, conferma della titolazione dichiarata.

Su prodotti a base vegetale questa è la voce più importante di tutte, perché riguarda la sicurezza prima ancora dell'efficacia.

Le sigle che non significano niente

  • "Naturale" — non ha definizione normativa negli integratori.
  • "Clinicamente testato" senza riferimento allo studio, alla popolazione e al dosaggio.
  • Loghi di associazioni a cui si accede pagando una quota.
  • "Formula brevettata" — un brevetto tutela la proprietà industriale, non attesta l'efficacia.

Le cinque domande da fare a un'azienda

Sono domande legittime e un produttore serio risponde. Puoi farle via email o dai canali di assistenza.

  1. Dove viene prodotto il prodotto, e lo stabilimento produce anche farmaci?
  2. Quali analisi vengono effettuate su ogni lotto?
  3. Gli estratti vegetali sono titolati? Con quale metodo si verifica il titolo?
  4. Qual è l'origine delle materie prime principali?
  5. Chi è il responsabile dell'immissione in commercio e qual è il numero di notifica?

Il contenuto della risposta conta quanto la disponibilità a darla. Un'azienda che si irrita davanti a queste domande ti ha già risposto.

Il contesto Kinova

Kinova è il marchio di Lica Pharma S.r.l., realtà nata in ambito farmaceutico con sede a Mercogliano (AV). La distribuzione principale avviene attraverso la rete di informatori medico-scientifici: significa che i prodotti vengono presentati a professionisti sanitari, un pubblico che le domande dell'elenco sopra le fa di mestiere.

Per approfondire: chi è Lica Pharma e cosa significa Made in Italy per un integratore.

Il punto

Nessuna certificazione sostituisce la lettura dell'etichetta. Un prodotto prodotto benissimo ma sottodosato resta sottodosato. Le certificazioni ti dicono come è stato fatto; l'etichetta ti dice cosa contiene. Servono entrambe le informazioni.

Per la seconda: come leggere l'etichetta di un integratore.


Gli integratori alimentari non sono sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera raccomandata. In caso di gravidanza, allattamento, terapie farmacologiche in corso o patologie, consultare il medico prima dell'uso.