"È naturale, non può farmi male" è la frase più pericolosa del settore. Molte sostanze vegetali sono farmacologicamente attive — è esattamente il motivo per cui le si assume — e alcune interagiscono con terapie in corso in modo documentato.
Questo articolo non sostituisce il parere del tuo medico o farmacista. Serve a farti sapere cosa chiedere.
La regola che risolve la maggior parte dei casi
Molte interazioni non sono chimiche ma di assorbimento: l'integratore, preso insieme al farmaco, ne riduce la quota assorbita. La soluzione è semplice e spesso sufficiente: distanziare di almeno 2 ore.
Vale in particolare per fibre viscose, minerali in dosi elevate e prodotti ricchi di calcio o ferro.
Le associazioni più rilevanti
Fibre solubili (glucomannano, psillio) e farmaci orali
Le fibre viscose possono rallentare o ridurre l'assorbimento di farmaci assunti nello stesso momento. Particolare attenzione con terapie a finestra terapeutica stretta: ormoni tiroidei, anticoagulanti orali, antiepilettici, antidiabetici orali. Distanziare di 2 ore e non modificare mai la terapia di propria iniziativa.
Magnesio e alcuni antibiotici
Il magnesio può formare complessi con antibiotici della classe dei chinoloni e delle tetracicline, riducendone l'assorbimento. Anche qui: distanziare di almeno 2 ore. Attenzione inoltre in caso di insufficienza renale, dove l'eliminazione del magnesio è compromessa.
Piante drenanti e terapia diuretica o antipertensiva
Sommare un drenante vegetale a un diuretico prescritto è una combinazione da valutare con il medico, per l'effetto sull'equilibrio idro-elettrolitico. Non è automaticamente vietata, ma non va decisa da soli.
Erba di San Giovanni (iperico)
È il caso più documentato in assoluto: induce enzimi epatici e può ridurre l'efficacia di contraccettivi orali, anticoagulanti, immunosoppressori, antiretrovirali e diversi antidepressivi. Se assumi una qualsiasi terapia cronica, l'iperico non si prende senza parlarne prima.
Sostanze contenenti caffeina
Guaranà, cola, matè, tè verde: sommate al caffè possono portare oltre i 400 mg giornalieri di riferimento EFSA per l'adulto sano. Rilevante in caso di aritmie, ipertensione non controllata, disturbi d'ansia o terapie che aumentano la frequenza cardiaca.
Vitamina K e anticoagulanti cumarinici
Chi assume warfarin deve mantenere un apporto di vitamina K costante, non necessariamente basso. Un multivitaminico che la contiene può alterare l'INR: va segnalato al medico che gestisce la terapia.
Quattro situazioni in cui chiedere sempre prima
- Terapia cronica in corso, di qualsiasi tipo.
- Gravidanza o allattamento.
- Insufficienza renale o epatica.
- Intervento chirurgico programmato — diversi integratori vanno sospesi nei giorni precedenti.
Cosa portare in farmacia
Non il nome commerciale: la confezione, o una foto dell'etichetta con la lista completa degli ingredienti. È l'unico modo perché il professionista possa valutare davvero. Le avvertenze in etichetta sono la parte più utile e la meno letta — vedi come leggere l'etichetta di un integratore.
Perché lo scriviamo noi che vendiamo integratori
Perché un cliente che assume un prodotto in modo scorretto non è un buon cliente per nessuno. Se hai una terapia in corso e stai valutando un prodotto della nostra gamma, l'ordine corretto delle cose è: prima il farmacista o il medico, poi il carrello.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere di un medico o di un farmacista. Gli integratori alimentari non sono sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera raccomandata. In caso di gravidanza, allattamento, terapie farmacologiche in corso o patologie, consultare il medico prima dell'uso.